Tartarughe di terra: Gestione, Allevamento, Terrario e Uova
Le tartarughe di terra sono tra gli animali più affascinanti che un essere umano possa scegliere di accogliere nella propria vita. Creature che esistono sul pianeta da oltre 200 milioni di anni, sopravvissute a estinzioni di massa, capaci di vivere un secolo o più: eppure, paradossalmente, sono tra gli animali da compagnia peggio compresi e peggio gestiti.
Acquistate spesso d'impulso e specialmente per i bambini, attratti dalla loro apparente semplicità , le tartarughe di terra vengono troppo spesso collocate in acquari di vetro troppo piccoli, nutrite con lattuga iceberg e insalata romana, e poi abbandonate in cantina per l'inverno senza alcuna preparazione. Il risultato è una vita breve, una salute cagionevole, e la morte precoce di un animale che, con le cure adeguate, avrebbe potuto vivere quanto il suo proprietario — o anche di più.
Questa guida nasce per cambiare quella narrativa. Qui troverai tutto ciò che serve per diventare un custode competente e consapevole: dalla scelta della specie, all'allestimento del recinto ideale, dall'alimentazione corretta alla gestione del letargo, dalle malattie più comuni agli obblighi legali che molti ignorano di avere.
Perché prendersi cura di una tartaruga non è difficile — ma richiede conoscenza, metodo e rispetto per la biologia di un animale straordinario.
Conoscere la specie: non tutte le tartarughe sono uguali
Le specie più comuni in Italia
In Italia, le tartarughe di terra tenute come animali da compagnia appartengono quasi tutte a poche specie principali. Conoscere la propria è il punto di partenza imprescindibile, perché ogni specie ha esigenze ambientali, alimentari e comportamentali diverse.
Testudo hermanni (Tartaruga di Hermann)
È la specie autoctona italiana per eccellenza, diffusa in tutta la penisola, Sicilia e Sardegna comprese. Esiste in due sottospecie: T. h. hermanni (Italia centro-meridionale, Toscana, Sicilia) e T. h. boettgeri (Balcani, più grande e robusta). È una delle tartarughe più adatte alla vita in Italia grazie alla sua perfetta adattabilità al clima mediterraneo. Taglia adulta: 15–25 cm. Longevità: 50–80 anni.
Testudo graeca (Tartaruga moresca o greca)
Distribuita nel bacino mediterraneo, dal Marocco alla Turchia. Presenta grande variabilità morfologica tra le sottospecie. Caratteristica la presenza di uno sperone corneo sulle cosce (assente nella hermanni). Richiede temperature leggermente più elevate rispetto alla hermanni. Taglia adulta: 15–30 cm. Longevità: 50–100 anni.
Testudo marginata (Tartaruga marginata)
La più grande delle tartarughe europee, originaria della Grecia meridionale e Sardegna (dove è stata introdotta). I maschi adulti raggiungono i 35 cm e 4–5 kg. Necessita di più spazio e di un'alimentazione ricca di fibre. Longevità: 60–100 anni.
Testudo horsfieldii (Tartaruga dell'Orsfield o tartaruga russa)
Originaria dell'Asia Centrale (Kazakistan, Afghanistan, Pakistan). È la più piccola e resistente del gruppo (18–25 cm), ma anche la più adattata a condizioni estreme: clima secco, freddo intenso, caldo torrido. Necessita di un regime di letargo più lungo rispetto alle specie mediterranee.
Geochelone sulcata (Tartaruga sulcata o tartaruga africana degli speroni)
Una categoria a parte. Originaria del Sahel africano, è la terza tartaruga terrestre più grande al mondo: i maschi adulti possono raggiungere i 70–90 cm e 80–100 kg. È ancora venduta come cucciola nelle petshop, ma rappresenta un impegno enorme a lungo termine. Non è adatta a vivere in appartamento o in piccoli giardini. Richiede temperature elevate tutto l'anno e non va in letargo.
Obblighi legali: CITES e microchip
Molte tartarughe di terra sono protette dalla Convenzione CITES (Convention on International Trade in Endangered Species). In Italia, tutte le specie del genere Testudo sono classificate in Appendice II CITES, il che significa che:
Ogni esemplare deve essere accompagnato da documentazione CITES che ne attesti la provenienza legale (allevamento registrato)
A partire da un certo peso/dimensione, è obbligatorio il microchip sottocutaneo e la relativa registrazione
La compravendita senza documentazione è illegale ed espone a sanzioni penali
Se hai acquistato la tua tartaruga senza documentazione, rivolgiti al tuo veterinario o all'ufficio CITES della tua Provincia per regolarizzare la posizione. Ignorare questa normativa non è solo un rischio legale: significa non avere accesso alla storia sanitaria dell'animale.
L'alloggio: recinto esterno e interno
Il principio fondamentale: più spazio è sempre meglio
La prima cosa da eliminare dalla propria mente è l'acquario di vetro. Un acquario è concepito per la vita acquatica: non permette la circolazione dell'aria, crea gradienti termici sbagliati, impedisce la fuga dall'umidità eccessiva e genera riflessi che disorientano la tartaruga. Per una tartaruga mediterranea, un acquario non è solo subottimale: è dannoso.
Il recinto esterno: la soluzione ideale
Per le specie mediterranee (hermanni, graeca, marginata), vivere all'aperto — almeno durante la stagione calda — è la condizione ottimale. Un buon recinto esterno garantisce esposizione alla luce solare naturale (fondamentale per la sintesi della vitamina D3 e per la salute del guscio), stimolazione sensoriale, erbe spontanee da brucare, variazione termica naturale.
Dimensioni minime consigliate:
Per 1–2 tartarughe di taglia media (hermanni, graeca): almeno 4–6 m²
Per esemplari grandi (marginata) o più tartarughe: 8–12 m² o più
Per la sulcata adulta: non meno di 50–100 m², preferibilmente di più
Struttura del recinto:
Recinzione in legno, mattoni o rete metallica a maglia stretta, alta almeno 40–50 cm (le tartarughe scalano meglio di quanto si pensi e scavano profondamente)
Recinzione interrata almeno 30 cm per prevenire l'evasione per scavo
Rete superiore o copertura in aree con presenza di predatori (volpi, cornacchie, ratti)
Area soleggiata e area in ombra entrambe necessarie: la tartaruga deve poter termoregolare autonomamente
Rifugio/casetta: una piccola struttura in legno o terracotta dove la tartaruga si ritira nelle ore più calde e durante la notte
Substrato: terra mista a sabbia, arricchita con sassi, radici e vegetazione spontanea. Evitare cemento, piastrelle, ghiaia grossa
Piante adatte al recinto:
Tarassaco, trifoglio, piantaggine, malva, cicoria, ibisco, fiori di zucca, opunzia senza spine. Molte di queste possono essere coltivate nel recinto stesso, fornendo un'integrazione alimentare continua e naturale.
Il recinto interno: per i periodi freddi
Nelle regioni del Nord Italia o durante le stagioni intermedie, è necessario un alloggio interno. Le opzioni migliori:
Tortoise table (tavolo per tartarughe):
Un contenitore aperto (senza coperchio di vetro), realizzabile con pannelli di legno compensato. Dimensioni minime: 120 × 60 cm per una tartaruga piccola; molto di più per esemplari adulti. La struttura aperta garantisce ventilazione adeguata e permette di installare correttamente le lampade dall'alto.
Importanza della luce UVB: senza luce UVB adeguata, le tartarughe non sintetizzano la vitamina D3 e non riescono ad assorbire il calcio. Il risultato è il Metabolic Bone Disease (MBD): guscio molle, deformazioni ossee, convulsioni. Le lampade UVB vanno sostituite ogni 6–12 mesi anche se sembrano ancora funzionanti: la componente UV decade prima di quella visibile.
Alimentazione: il pilastro della salute
La dieta naturale: fibre, varietà e pochissime proteine
L'errore alimentare più devastante che si possa commettere con una tartaruga mediterranea è darle cibi ad alto contenuto proteico o zuccheri: frutta troppo spesso, pomodori ogni giorno, carne, cibo per gatti o cani. Questi cibi, nel lungo periodo, causano gravi danni renali, deformazioni del guscio (il cosiddetto "pyramiding"), e morte precoce.
Le tartarughe mediterranee sono erbivore specializzate in vegetazione povera: erbe fibrose, fiori, foglie coriacee. La loro dieta ideale è ricca di fibre, povera di proteine, con un rapporto calcio/fosforo favorevole al calcio (idealmente Ca:P = 2:1 o superiore).
Cosa dare da mangiare (e in che proporzione)
Base della dieta (70–80%):
Tarassaco (foglie e fiori): eccellente, ricco di calcio
Piantaggine (Plantago lanceolata e major): ottimo ricambio
Trifoglio (foglie e fiori): buon apporto proteico vegetale
Malva: foglie e fiori molto apprezzati
Cicoria: ottima, leggermente amara
Erba di campo spontanea mista: la migliore fonte alimentare naturale
Integrazione (15–20%):
Fiori di zucca, fiori di ibisco, fiori di girasole (senza semi)
Foglie di vite, foglie di gelso, foglie di fico (con moderazione)
Cactus Opunzia senza spine: ottimo per l'idratazione
Foglie di siepi non tossiche: ligustro, biancospino
Occasionalmente (5% o meno):
Frutta a basso contenuto zuccherino: fico, fragola, mora (non più di 1–2 volte alla settimana)
Verdure come radicchio, rucola, indivia belga (non come base quotidiana)
Da evitare assolutamente:
Lattuga iceberg e romana (praticamente priva di nutrienti, troppo acquosa)
Spinaci, barbabietola, acetosella (ricchi di ossalati che bloccano l'assorbimento del calcio)
Frutta tropicale (banana, mango, kiwi): troppo zuccherina
Cibi animali: carne, uova, cibo per altri animali
Legumi, cereali, pane
Piante tossiche: oleandro, azalea, rododendro, dieffenbachia, edera
Integrazione di calcio e vitamina D3
Anche con una dieta ideale, l'integrazione di calcio è raccomandata:
Osso di seppia: da tenere sempre nel recinto, le tartarughe lo rosicchiano autonomamente secondo necessità. È la forma di supplementazione più naturale e sicura.
Polvere di calcio puro (senza vitamina D3 se c'è accesso a luce UVB): spolverare leggermente sul cibo 2–3 volte a settimana
Vitamina D3: necessaria solo se la tartaruga non ha accesso regolare a luce solare o UVB corretta
Acqua e idratazione
Le tartarughe di terra bevono meno dei rettili acquatici, ma l'idratazione è fondamentale — specialmente per cuccioli e in periodi caldi.
Fornisci sempre una vaschetta bassa con acqua fresca, abbastanza larga da permettere alla tartaruga di entrarci completamente ma poco profonda (1–2 cm)
Un bagno tiepido (30°C, 15–20 minuti) 2–3 volte a settimana stimola la minzione, la defecazione e l'idratazione nei soggetti giovani o in convalescenza
Le tartarughe bevono spesso attraverso la cloaca (sì, si "bevono" dall'acqua del bagno): la vaschetta deve quindi essere sempre pulita
Il letargo: la fase più critica e più fraintesa
Perché il letargo è fondamentale (per le specie che lo praticano)
Le specie mediterranee (hermanni, graeca, marginata, horsfieldii) sono animali a sangue freddo che in natura entrano in uno stato di quiescenza invernale quando le temperature scendono al di sotto dei 10°C. Il letargo non è opzionale: è una necessità biologica. Un animale che viene tenuto attivo tutto l'anno a temperature costanti subisce uno stress metabolico cronico che accorcia significativamente la sua vita.
L'unica eccezione sono le specie tropicali come la sulcata, che non vanno mai in letargo.
Preparazione al letargo: settembre–novembre
1. Verifica dello stato di salute
Prima del letargo, la tartaruga deve essere in perfetta salute. Un animale debilitato, sottopeso, con infezioni respiratorie o parassitosi non sopravvive al letargo. Una visita veterinaria pre-letargo è fortemente raccomandata. Il veterinario valuterà il peso rispetto alla taglia (indice di Jackson) e lo stato generale.
L'indice di Jackson è una formula che mette in relazione il peso corporeo con la lunghezza del carapace (SCL). Un valore sotto 0,17 indica sottopeso e sconsiglia il letargo. Valori normali variano tra 0,21 e 0,23 per la hermanni. Chiedi al tuo veterinario di calcolarlo.
2. Fase di digiuno pre-letargo
Nelle 4–6 settimane prima del letargo, riduci progressivamente il cibo e poi smetti di alimentare completamente. Lo stomaco deve essere completamente vuoto prima dell'ibernazione: il cibo non digerito fermenta e causa gravi danni interni.
3. Abbassamento graduale delle temperature
Diminuisci gradualmente la temperatura e la fotoperiodicità nelle settimane precedenti, in modo da rispettare il ritmo biologico naturale.
Le modalità di letargo
Letargo all'aperto (in climi favorevoli):
Se il giardino è protetto e il clima della tua zona è adatto, la tartaruga può scegliere autonomamente dove scavare e ibernarsi nel terreno. Assicurati che non possa scappare né che i predatori possano raggiungerla. Un ulteriore strato di foglie secche sul punto di scavo aiuta l'isolamento termico.
Letargo controllato in frigorifero (metodo della scatola):
Il metodo più sicuro per chi vuole avere il pieno controllo:
Collocare la tartaruga in una scatola di dimensioni adeguate riempita con substrato asciutto (torba, foglie secche, cocco fiber)
Fare buchi di areazione sui lati
Collocare la scatola in un secondo contenitore più grande per isolamento termico
Mettere in frigorifero a temperatura stabile di 4–8°C
Controllare ogni 2 settimane che la tartaruga sia viva (piccoli movimenti, occhi chiusi ma non infossati) e che non ci siano anomalie
Pesare mensilmente: una perdita superiore all'1% del peso al mese è segnale di allarme
Durata del letargo:
T. hermanni e T. graeca: 8–16 settimane (ottobre/novembre – febbraio/marzo)
T. horsfieldii: fino a 5–6 mesi
T. marginata: simile alla hermanni
Uscita dal letargo: primavera
Al rientro della primavera o quando le temperature esterne superano stabilmente i 10–12°C di notte, la tartaruga esce spontaneamente dal letargo. Puoi accelerare il processo riportandola gradualmente a temperature più alte.
Nei primi giorni post-letargo, offri bagni tiepidi quotidiani per reidratarla
Non forzare l'alimentazione: la tartaruga riprenderà a mangiare spontaneamente dopo qualche giorno
Una visita veterinaria post-letargo è consigliata per verificare lo stato di salute
Salute e malattie più comuni
1. Rinite e infezioni respiratorie
Sintomi: muco nasale, respiro rumoroso, bocca aperta, apatia, perdita di appetito.
Le infezioni respiratorie sono tra le malattie più comuni nelle tartarughe tenute in ambienti freddi, umidi o con scarsa ventilazione. Possono avere origine batterica, virale (Herpesvirus delle tartarughe — molto pericoloso e contagioso) o da Mycoplasma.
Cosa fare: visita veterinaria urgente. Non aspettare: un'infezione respiratoria non trattata può essere fatale. Il veterinario prescriverà antibiotici specifici (spesso per via iniettiva).
2. Stomatite (bocca marcia)
Sintomi: salivazione eccessiva, muco in bocca, gengive arrossate o con placche bianco-giallastre, difficoltà a chiudere la bocca.
Infezione batterica del cavo orale, spesso secondaria a ferite o a immunodepressione. Richiede trattamento antibiotico e, nei casi gravi, debridement delle lesioni.
3. Metabolic Bone Disease (MBD)
Sintomi: guscio molle o deformato, zampe deboli, convulsioni, difficoltà nel movimento.
Conseguenza di carenza di calcio e/o vitamina D3. Nei casi gravi è irreversibile. La prevenzione — luce UVB corretta, integrazione di calcio, dieta adeguata — è fondamentale.
4. Piramidismo del guscio
Sintomi: ogni scuto del carapace presenta una forma a piramide in rilievo, invece di essere piatto.
Il piramidismo è causato da crescita eccessivamente rapida, spesso dovuta a dieta ipercalorica o iperproteica nei primi anni di vita. Una volta sviluppato è permanente, ma si può evitare con una dieta corretta e tassi di crescita naturali. Oltre a essere un difetto estetico, può causare problemi interni nei casi gravi.
5. Parassiti interni (elminti)
Le tartarughe, specialmente quelle di provenienza sconosciuta, sono spesso infestate da parassiti intestinali (nematodi, ossiuri, protozoi). I sintomi possono essere aspecifici: perdita di peso, feci anomale, letargia.
Un esame coprologico annuale è consigliato per tutti gli esemplari. Il trattamento con antiparassitari (fenbendazolo o altri) è efficace e ben tollerato.
6. Ritenzione di uova (distocia)
Le femmine possono andare incontro a distocia — incapacità di deporre le uova — anche in assenza di un maschio (le uova infertili esistono comunque). Sintomi: irrequietezza, scavo continuo senza deporre, perdita di appetito, distensione addominale.
Se una femmina non depone entro 4–6 settimane dall'accoppiamento (o dal comportamento tipico di pre-deposizione), è necessaria una visita veterinaria urgente: la ritenzione di uova può essere fatale.
7. Ascessi
Le tartarughe non producono pus liquido come i mammiferi, ma solido e caseoso (composto da eterofili, non neutrofili). Gli ascessi compaiono spesso alle orecchie (come rigonfiamenti duri dietro il timpano) o agli arti. Richiedono sempre intervento veterinario chirurgico.
Quando andare dal veterinario: segnali d'allarme
- Perdita di peso improvvisa o progressiva
- Apatia, mancanza di risposta agli stimoli
- Muco nasale o oculare
- Gonfiori al corpo, agli arti o alla testa
- Incapacità di ritirare le zampe o la testa nel guscio
- Guscio morbido, rotto o con lesioni
- Feci liquide, con sangue o assenza di feci prolungata
- Perdita dell'equilibrio, capovolgimento ricorrente
Deposizione e incubazione delle uova
Dimorfismo sessuale: come distinguere maschio e femmina
Coda: nei maschi è più lunga, più spessa alla base e con il cloaca posizionato più distalmente
Piastrone: nei maschi è concavo (adattamento per montare la femmina); nelle femmine è piatto
Forma del guscio: nelle femmine è spesso più arrotondato e ampio (per accogliere le uova)
Dimensioni: nelle specie mediterranee le femmine sono generalmente più grandi dei maschi
La determinazione del sesso affidabile è possibile solo dopo i 4–5 anni di età.
Corteggiamento e accoppiamento
I maschi di tartaruga sono spesso aggressivi durante il corteggiamento: inseguono la femmina, la mordono alle zampe e al guscio, la montano ripetutamente. Questo comportamento è normale, ma è fondamentale monitorare che la femmina non subisca stress eccessivo o ferite. Se necessario, separa i due individui e permetti l'accoppiamento in sessioni brevi e supervisionate.
Le femmine depongono le uova in buche scavate nel terreno, di solito tra maggio e luglio in Italia. Una tartaruga di Hermann può deporre da 2 a 12 uova per covata, anche più volte per stagione.
Raccolta e incubazione artificiale:
Se non vuoi che le uova vengano distrutte da predatori o dalle intemperie, raccoglile con cura (senza ruotarle: segna il polo superiore con una matita prima di spostarle) e collocale in un incubatrice.
Temperatura di incubazione: 28–32°C (temperature più alte producono più femmine; più basse producono più maschi — determinazione termica del sesso)
Umidità: 70–80%
Substrato: vermiculite umida al 50% di umidità in peso
Durata: 60–90 giorni a seconda della temperatura
Consigli pratici per il proprietario esperto
Registro sanitaio e documentazione
Tieni un registro per ogni tartaruga con:
- Peso mensile (bilancia di precisione)
- Date delle visite veterinarie e trattamenti
- Date di inizio e fine letargo
- Note su alimentazione, comportamento, mute
- Documentazione CITES e microchip
Un grafico del peso nel tempo è uno degli indicatori sanitari più preziosi: un calo progressivo rivela un problema prima che diventi visibile clinicamente.
Convivenza tra più tartarughe
È possibile tenere più tartarughe insieme, ma con alcune avvertenze:
Specie diverse: in generale sconsigliato, specialmente tra specie che provengono da aree geografiche diverse (rischio di trasmissione di patogeni per cui una specie è immune ma l'altra no)
Maschi tra loro: tendono a combattere, specialmente in presenza di femmine
Rapporto maschi/femmine: ideale 1 maschio ogni 2–3 femmine, per ridurre lo stress da corteggiamento eccessivo
Quarantena dei nuovi arrivi: qualsiasi nuovo esemplare deve essere tenuto separato per almeno 90 giorni prima di essere introdotto nel gruppo esistente
Le stagioni della vita: cuccioli, adulti e anziani
Cuccioli (0–5 anni):
I primissimi anni sono i più delicati. I cuccioli sono vulnerabili alla disidratazione, alle malattie respiratorie e agli stress ambientali. Necessitano di cure più intense: bagni frequenti, substrato umido per facilitare la crescita corretta del guscio, temperatura più stabile e monitoraggio quotidiano.
Adulti (5–30 anni):
La fase più stabile. Con un allestimento corretto e un'alimentazione adeguata, le tartarughe adulte sono sorprendentemente robuste e indipendenti.
Anziani (oltre 30–40 anni):
Come ogni animale longevo, le tartarughe anziane possono sviluppare problemi artrosici, renali o oculari. Le visite veterinarie diventano più importanti e frequenti.